5 dritte per diventare un perfetto legal blogger – Diritto 24 –

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Negli ultimi anni, il blog è diventato il nuovo feticcio della comunicazione legale: tutti vorrebbero aprirne uno. In effetti, si tratta di uno strumento utilissimo per fare informazione mostrando allo stesso tempo competenza nel proprio lavoro.

Di legal blog ne esistono davvero di ogni tipo: da quelli dedicati ad aree geografiche particolari, come il famosissimo China Law Blog edito da Harris & Moure, a quelli che trattano con estrema padronanza una practice, come l’innovativo IPT Italy Blog, curato dai professionisti di DLA Piper.
Anche i singoli professionisti “bloggano” e spesso il risultato è un buon mix di passioni private e informazione giuridica.

Il problema principale per molti di coloro che si accingono ad aprire un blog, è che hanno in mente di dover postare esattamente come se scrivessero per una rivista giuridica: stesso stile, stesso numero di battute e soprattutto, stessi lettori.

Il risultato? Blog illeggibili e abbandonati dopo pochi post. Scrivere per il web, infatti, ha le sue regole e se queste non vengono rispettate, ogni sforzo rischia di essere inutile.

Ecco cinque dritte che vi aiuteranno a diventare dei perfetti legal blogger:

1)Siate brevi. In generale l’attenzione di un lettore online si ferma a un’unica schermata: se non trova ciò che cerca subito, se ne va. Esercitatevi quindi a migliorare le vostre capacità di sintesi.
Considerate, inoltre, le condizioni di lettura: molti di coloro che accedono ai vostri contenuti, lo fanno attraverso lo schermo ridotto di uno smartphone.
2)Abbandonate il legalese. Passate dal gergo tecnico a un linguaggio semplice e accessibile al vostro target di lettori. Ricordatevi che scrivete per loro e non per voi stessi!
3)Condensate l’argomento del vostro post nelle prime due righe. Fate capire da subito che vale la pena andare avanti nella lettura.
4)Linkate, citate, integrate! Non di solo testo sono fatti i blog ma di video, infografiche, link a siti esterni e persino podcast. Non commettete, inoltre, l’errore di essere sempre autoreferenziali. Certo, il rischio che l’attenzione si sposti sui contenuti altrui, soprattutto se sono migliori, è alta… ma i blog non sono fatti per essere isole in mezzo all’oceano web.
5)Spread the word! Diffondete i contenuti via social network usando un titolo accattivante. Inserite gli hashtag (#) con le parole che identificano l’argomento o la materia. L’errore più comune su Twitter? Il classico “ho un nuovo post sul mio blog”. Voi lo leggereste? Nemmeno io.

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