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La recente crisi economica ha portato negli ultimi anni a un aumento significativo del numero dei ricorsi al concordato preventivo e, di conseguenza, dei relativi incarichi ricevuti dagli studi legali in ambito fallimentare.
Il passaggio dalla condizione di sofferenza all’ammissione al concordato dovrebbe prevedere un’adeguata strategia comunicativa poiché ogni informazione sull’organizzazione può mettere in allarme o rassicurare le parti coinvolte.
L’ammissione al concordato preventivo può essere un momento importante per riequilibrare i rapporti con quanti hanno interessi specifici nei confronti dell’azienda e rilanciare al contempo le attività.
Nella maggior parte dei casi, soprattutto quando si tratta di aziende di medie dimensioni, la difficoltà principale risiede nella mancanza di professionalità interne adeguate per gestire e comunicare la crisi.
Una lacunosa gestione e comunicazione dei fatti può essere molto deleteria: un passaparola sbagliato tra i fornitori, un articolo impreciso uscito sulla stampa locale (e che magari offre dell’azienda l’immagine di una realtà già proiettata alla chiusura), le comunicazioni sindacali così come quelle estemporanee di qualche dipendente, possono avere effetti ancora più gravi della sofferenza economica stessa che affligge l’organizzazione.
Quando un’azienda ha un valore specifico per il territorio, la stampa locale comincia a interessarsi sul suo futuro e in particolare interroga i titolari e i loro avvocati circa la sorte dei dipendenti che rischiano il posto di lavoro.
Chi scrive insiste ancora una volta, come già fatto in altri commenti su questa rubrica, che scegliere la strada della trasparenza e del dialogo con i media è l’unica strategia vincente per aiutare l’organizzazione a difendere la propria reputazione e il proprio operato.
Essere disponibili nei confronti della stampa equivale a incanalare il flusso di informazioni nella direzione auspicabile e, al contempo, a limitare le possibilità che dati non corretti o sfavorevoli occupino lo spazio dedicato alla vicenda.
I media, infatti, non ammettono il vuoto: la news deve essere coperta con o senza il consenso degli interessati.
Una volta ottenuto il sì all’ammissione alla procedura di concordato (ma anche all’apertura della fase di omologazione), l’organizzazione può e deve sfruttare questa notizia per rilanciarsi e rassicurare tutti gli stakeholder.
Sebbene sia necessario organizzare in primo luogo una comunicazione mirata per ogni tipo di pubblico (clienti, fornitori, dipendenti, istituzioni ecc.), una buona campagna di PR attraverso i media ha lo scopo di rafforzare e consolidare le informazioni già trasmesse, farle conoscere a un pubblico più ampio e, contemporaneamente, se ben strutturata e gestita, permette di ottenere quel tipo di visibilità che si trasforma in opportunità.
Se la gestione della crisi è stata realizzata correttamente, il clima costruito intorno all’azienda sarà favorevole e di benevolenza con tutte le ricadute positive del caso.
Ecco che questa diventa l’occasione giusta per far conoscere i nuovi obiettivi, le risorse disponibili, trasmettere i valori e rafforzare il senso di appartenenza dei dipendenti ma anche di tutti coloro che in qualche modo operano con l’organizzazione. Creditori compresi.

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