72331286 - influencer marketing concept

Ne parlano tutti. Non esiste brand che non abbia cominciato ad investire parte importante del proprio budget di comunicazione annuale nelle attività di influencer marketing. I numeri sono impressionanti soprattutto quando si parla dei settori fashion/travel/beauty: un singolo blogger costa alle aziende di queste industry annualmente tra i 10.000 e i 70.000 euro (Fonte Pambianco Beauty).

Sì, avete letto bene.

Ma cos’è un influencer?Conoscete Chiara Ferragni? La blogger di The Blonde Salad, quella bella ragazza bionda che ha costruito un business milionario facendosi fotografare con i suoi outfit preferiti, presa spesso (erroneamente e con troppa superficialità) come esempio di “famosa per cosa” ? Lei è l’influencer – dei settori fashion e beauty – per antonomasia (e brava imprenditrice, aggiungo).

Ora vi chiederete:

E cosa c’entra Chiara Ferragni con la comunicazione degli studi legali?Niente. O meglio: era un esempio per spiegarvi in maniera immediata chi è un influencer. E quanto possa essere potente a livello – appunto – di influenza sulle decisioni di acquisto e scelta dei consumatori.

Non fate l’errore però di considerare più determinante per i vostri obiettivi, l’influencer con il maggior numero di follower.

Cosa rende un influencer “potente”? La capacità di influenzare i lettori è data direttamente dalla sua credibilità, reputazione e autorevolezza.Passiamo al settore dei servizi professionali. E quindi ad un livello B2B. In che modo un avvocato o un commercialista o qualsiasi altra tipologia di professionista può trarre beneficio dall’influencer marketing e dalle digital PR?

Prima di tutto è bene sapere che esistono molte tipologie di influencer: basti pensare ai blogger esperti di economia, finanza, information technology, diritti, food, risorse umane…solo per citare alcuni temi. I blogger spesso ospitano interviste, commenti, documenti e ricerche dei professionisti che possano essere di una qualche utilità per i loro pubblici. Questi influencer sanno bene quanto sia importante fornire contenuti di valore per i loro lettori ed è per questo motivo che, se approcciati nella maniera opportuna, potranno aiutarvi a farvi conoscere dai loro follower. Internet è, per lo più, meritocratica.

Altri tipi di influencer sono quelli che io chiamo “gli istituzionali”, ovvero persone che ricoprono incarichi in associazioni o istituzioni e che per questo motivo la loro voce è autorevole nell’influenzare il dibattito pubblico nel loro ambito di competenza e tra i pubblici delle loro community. Spesso i loro blog non sono altro che le pagine di approfondimento dell’associazione o dell’istituzione che rappresentano. Oppure sono presenti su Twitter, Facebook, LinkedIN con account personali molto seguiti. Essere presenti sui loro canali? Un bel biglietto da visita.

Quanto costano gli influencer? La buona notizia è che, a differenza del settore moda (leggete questo articolo per farvi un’idea di come funziona nel 2017), l’unica moneta di scambio con questi blogger è la sola qualità dei contenuti che sarete disposti ad offrirgli.

Naturalmente bisogna sapere approcciare questi influencer in maniera adeguata. Partendo proprio dal contenuto che potrebbe essere di loro interesse e senza dimenticarsi mai che non si cerca di vendere qualcosa: si entra in relazione. Se avete un bravo PR, affidate a lui la gestione di questa attività.

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