Non tutte le sentenze detengono caratteristiche di notiziabilità e spesso è difficile per un avvocato comprendere quali di queste possono essere effettivamente interessanti per i media. Nella maggior parte dei casi, i legali che decidono di portare all’attenzione della stampa una sentenza, lo fanno perché si rendono conto che questa potrebbe costituire un precedente importante dal punto di vista della giurisprudenza. Tuttavia non è questo l’unico elemento distintivo di una sentenza che fa notizia: è importante infatti distinguere la “notizia” dall’interesse prettamente tecnico che la sentenza stessa rappresenta.

Molte sentenze possono essere considerate interessanti sul lato giuridico ed essere oggetto di commento tecnico anche da parte di testate prestigiose, portali e riviste nell’ambito del diritto.

Esistono poi sentenze, decisioni e ordinanze che rivestono una particolare importanza per un settore specifico, per una categoria, un territorio o più genericamente perché rappresentano una novità in qualche ambito di interesse. Questa seconda categoria è forse la più difficile da individuare ma è anche quella che apre le porte a una maggiore visibilità sia sulla stampa nazionale sia su quella locale e specializzata.

Non sono solo i grandi studi legali a portare all’attenzione mediatica i loro successi professionali ma sempre più spesso si tratta di piccoli studi, magari anche di provincia o boutique di eccellenza specializzate in rami del diritto o in ambiti di nicchia, che non comunicano ogni giorno ma che ritengono possa essere utile segnalare al mercato, ai colleghi e ai potenziali interessati, una novità che costituisca per questi un effettivo valore informativo.

Una sentenza può quindi trasformarsi in una storia da raccontare in modi anche molto diversi tra loro, focalizzando di volta in volta l’attenzione sui molteplici elementi che essa contiene.

Si prenda d’esempio il caso ipotetico di uno studio legale di piccole dimensioni di una provincia italiana che ottiene una vittoria importante contro quella che il Tribunale riconosce come una condotta scorretta da parte di una potente banca e che tale risultato influenzi in maniera significativa il futuro comportamento di questa e degli altri istituti di credito nei confronti degli utenti.

La notizia potrà essere presentata e raccontata come segue:

– come novità giurisprudenziale (l’attenzione verrà focalizzata sugli aspetti tecnici della sentenza così come tecnico sarà il linguaggio utilizzato);

– come elemento di novità per il settore bancario e degli eventuali altri ambiti coinvolti (la focalizzazione sarà rivolta alle conseguenze della sentenza sul settore);

– come notizia per il territorio in cui opera lo studio (l’attenzione si concentrerà sugli avvocati coinvolti e il successo ottenuto. La notizia avrà carattere di cronaca e quindi sarà immediatamente comprensibile anche ai non specialisti del diritto).

Ogni sfumatura della storia che prende forma da una sentenza, parla a categorie diverse di testate (e quindi di lettori) o più precisamente i target della comunicazione sono distinti tra di loro, così come diversi saranno gli obiettivi della comunicazione prefissi per ogni target.

La stampa locale potrebbe così rafforzare la reputazione dello studio sul territorio mentre la stampa economica e legale, oltre ad offrire un servizio di aggiornamento per i suoi lettori, farà conoscere il nome dello studio e la sua expertise alla comunità legale nazionale.

Proprio perché alcune sentenze sono potenzialmente molto interessanti per la stampa, la comunicazione di una sentenza andrebbe sempre governata all’origine: è importante fornire ai giornalisti tutte le informazioni nella maniera più completa e comprensibile, utilizzando il loro stesso linguaggio per rendere chiare anche le questioni più tecniche, offrendo materiale di approfondimento – se richiesto – e una sintesi della vicenda che renda subito l’idea del valore della sentenza stessa come notizia. Il rischio, infatti, è quello che la notizia arrivi alla redazione per strade diverse e che passi in maniera incompleta o venga interpretata male per scarsità di materiale proveniente dalla fonte di informazione, con conseguenze negative sia per lo studio protagonista sia per il suo cliente.

da Diritto 24

admin
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